Il nodo critico della Galleria Monte Piazzo
La Galleria Monte Piazzo è, senza dubbio, uno dei tratti più complessi della SS36 tra Lecco e Colico. Il problema non riguarda solo la viabilità: la struttura si trova in un versante storicamente instabile, dove il terreno si muove costantemente pesando sulle pareti del tunnel.
Negli ultimi anni, la spinta della montagna e l'accumulo di acqua nel sottosuolo hanno causato crepe e cedimenti che hanno reso necessari continui interventi. Proprio per questo, gli ingegneri di ANAS hanno dovuto dare la massima priorità per trovare una possibile soluzione.
Come si rinforza una montagna: calcestruzzo e acciaio
Per fermare il lento scivolamento del terreno, i tecnici stanno intervenendo direttamente dentro nella roccia con un sistema di rinforzi invasivo ma necessario. Non si tratta solo di riparare le pareti, ma di ancorare la galleria alla montagna.
Vengono utilizzate gettate di calcestruzzo per creare una base in grado di distribuire meglio i carichi. All'interno, una fitta rete di barre d'acciaio (il classico cemento armato) agisce come una serie di piloni: questi tiranti penetrano profondamente nella roccia stabile, rallentando la frana e limitando la torsione della struttura. In pratica, si trasforma un versante friabile in un blocco unico e coeso.
La lotta contro l'acqua: i sistemi di drenaggio
Uno dei nemici principali della stabilità è l'acqua. Quando il terreno si impregna, l'attrito diminuisce e la terra scivola via molto più facilmente.
Per questo motivo, gran parte del lavoro consiste nel "gestire" le infiltrazioni. Attraverso una rete di tubi drenanti, l'acqua viene intercettata prima che faccia danni e incanalata verso l'esterno. Questo monitoraggio costante dei livelli della falda serve a scaricare la pressione idraulica che preme contro le pareti di cemento, mantenendo la zona asciutta e sicura.
Non solo gallerie: lo stato della SS36
La Superstrada 36 ha ormai alle spalle decenni di esercizio e il volume di traffico attuale richiede una manutenzione che va ben oltre i casi di emergenza. Oltre al cantiere della Monte Piazzo, Anas sta portando avanti interventi ordinari per sostituire un'asfalto spesso usurato dal passaggio continuo di mezzi pesanti, oltre alla pulizia dei bordi stradali e al rifacimento della segnaletica, fondamentale per la visibilità nei tratti più tortuosi.
Cosa è cambiato con il nuovo svincolo di Piona
Un passo avanti concreto è stato fatto con l'apertura completa dello svincolo di Piona a gennaio 2026. Prima di questo intervento, lo svincolo era limitato, costringendo al passaggio delle vetture in centri abitati. Oggi, con l'aggiunta delle nuove rampe in entrambe le direzioni, il traffico locale entra ed esce dalla superstrada molto più velocemente, alleggerendo la pressione sulla carreggiata principale.
Perché ci sono ancora code nei weekend?
Nonostante i miglioramenti, la SS36 rimane una strada difficile, specialmente durante il fine settimana. Il problema è una combinazione di fattori: da un lato l'enorme flusso di turisti verso il Lago e la Valtellina, dall'altro la presenza inevitabile dei cantieri della Monte Piazzo che obbligano a restringere la carreggiata. In un contesto così saturo, basta un piccolo tamponamento o un imprevisto per mandare in crisi l'intera circolazione, creando code chilometriche che la struttura stradale attuale fatica a smaltire.
I prossimi passi
I lavori all'interno della Galleria Monte Piazzo andranno avanti ancora per diversi mesi. L'obiettivo finale è chiudere una volta per tutte la fase delle emergenze, riconsegnando una struttura solida e sicura. Nel frattempo, resta fondamentale consultare le app di traffico prima di mettersi in viaggio, per evitare di rimanere bloccati negli orari di punta.
In sintesi
In definitiva, i disagi che gli automobilisti vivono oggi sono il prezzo necessario per rimediare a problemi geologici profondi. Sebbene le code siano frustranti, il consolidamento della galleria è l'unico modo per garantire che la SS36 rimanga aperta e sicura negli anni a venire.